Un Weekend a Barcellona

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Capoluogo della comunità autonoma della Catalogna, Barcellona è una città unica e affascinante: l’abbiamo visitata nell’agosto 2018, e quello di cui sono certa è che è impossibile non rimanere affascinati da questa città, in cui convivono tradizione, modernità e multiculturalità.

Abbiamo iniziato il nostro viaggio visitando quello che è da sempre il simbolo di Barcellona, ovvero la  Sagrada Familia, la più importante opera dell’architetto Spagnolo Antoni Gaudì.

E’ veramente impossibile rimanere indifferenti di fronte alla maestosità di questa basilica: le sue torri, alte 172 metri, si vedono addirittura a chilometri di distanza! Ma la cosa che mi ha colpito di più sono senza alcun dubbio i dettagli della struttura, dalle due facciate, alle torri decorate, fino ad arrivare all’abside. La basilica, a mio parere, è un perfetto simbolo della città, perché nella Sagrada Familia, così come in Barcellona convivono tradizione e modernità.

Abbiamo poi proseguito il nostro viaggio verso un’altro importante capolavoro di Gaudì, ovvero la Casa Battlò. Camminando attraverso il Passeig de Gracia, a metri di distanza già si vedevano moltissime persone in attesa davanti a questo edificio, simbolo del modernismo di Battlò. E dopo pochi minuti, ci siamo confusi anche noi tra i turisti che si scattavano foto di fronte alla facciata coloratissima della Casa Battló,  patrimonio dell’UNESCO dal 2005.

Ci siamo poi spostati verso la via più famosa di tutta Spagna, ovvero la Rambla. Nonostante fosse veramente piena di turisti da ogni parte del mondo, abbiamo finalmente potuto assaporare l’anima spagnola della città, che ci avrebbe accompagnato per tutto il soggiorno a Barcellona: paella, sangria, fideua, tapas, cerveza e chi più ne ha più ne metta! Allora, avendo una certa fame, ci siamo fiondati alla “Boqueria”, il più famoso mercato di Barcellona, che guarda un po’, si trova proprio lungo La Rambla. Inutile dire che era un tripudio non solo di profumi, ma anche di colori. Spezie, frutta, pesce fresco, patatas bravas, alioli, orchata, l’ideale per assaggiare la cucina tipica della spagna!

                               

Dopo una breve pausa, abbiamo proseguito il nostro cammino lungo la Rambla, e piano piano i chiringuiti hanno lasciato posto agli artisti di strada, e la via è stata tagliata da un’imponente statua, il “mirador de Colom“, dedicata a Cristoforo Colombo. Eccoci arrivati al porto! Ci siamo rilassati per qualche minuto in riva al mare per poi proseguire il

nostro itinerario verso il Maremagnum, un centro commerciale costruito sull’acqua, collegato al porto di Barcellona con un ponte di legno lunghissimo.

Ci siamo goduti l’aria condizionata e una bibita fresca (ricordiamoci che a Barcellona in Agosto ci sono 40° di solito) e poi abbiamo ricominciato a camminare verso la successiva meta in programma: l’Arco di Trionfo. A differenza di quello parigino, più famoso, l’Arco Trionfale di Barcellona è più vivace, con un colore tendente al rossiccio: essendoci arrivati verso il tramonto, il sole creava un effetto sorprendente, una casualità proprio bella!

Proprio bella come quella del Creyon Café, un piccolo baretto in cui ci siamo fermati per cenare alla sera, molto accogliente: il nome non è casuale, infatti tutti i tavoli di questo locale sono muniti di fogli e matite, perché i più creativi possano esprimere ciò che sentono! Essendo per di più Barcellona una città turistica e multiculturale, è stato veramente emozionante

vedere quante persone, da ogni parte del mondo, fossero passate da li..perché si, tutti i disegni poi vengono esposti dai proprietari sui muri del Creyon Cafè: un bel modo per lasciare qualcosa di se stessi a Barcellona, no? E un ottimo modo per terminare la prima giornata 🙂

Dopo una bella dormita e un’ottima colazione, abbiamo recuperato le energie per affrontare il secondo e ultimo giorno in questa splendida città: la prima cosa che abbiamo visto, è la “Plaza de Catalunya”, il punto in cui si incontrano le principali vie della città: l’Example, La Rambla e il Passeig de Gracia.

Abbiamo poi proseguito verso un altro importantissimo simbolo della città: il Park Güell. La fortuna purtroppo non era con noi: infatti abbiamo potuto vedere solamente gli esterni del parco, in quanto l’accesso è a numero chiuso, e per quel giorno tutte le fasce orarie di visita erano al completo..vorrà dire che dovremo tornarci! Siamo riusciti comunque a vedere da fuori la famosissima scalinata dominata dalla salamandra, e gli innumerevoli mosaici che decorano tutto il parco e i suoi giardini: un vero spettacolo!

Siamo tornati verso l’Hotel, passando per la Pedrera, o Casa Milà, una costruzione molto suggestiva, in stile moderno, costruita tra 1906 e il 1912, ovviamente da Gaudì. Arrivati all’Hotel, abbiamo recuperato le valigie e ci siamo diretti verso la Plaza Catalunya, dove abbiamo preso la navetta Aerobus, linea A2, per raggiungere direttamente il Terminal 2 e concludere il nostro viaggio.

                      

Quello che mi è rimasto impresso di questa città e dei suoi abitanti, è sicuramente l’essere cosmopolita ed aperta, sia dal punto di vista culturale che sociale. In più il nostro viaggio è stato fatto durante un periodo molto particolare per Barcellona, e per la Comunità della Catalogna in generale: impossibile non percepire la forte motivazione degli abitanti della città all’indipendenza, e il loro forte patriottismo; Milioni le bandiere catalane sparse per la città! Un bellissimo viaggio, che si è concluso non solo con il volo in ritardo, ma con la valigia piena di ricordi eccezionali.

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