Un Pomeriggio tra le opere di Vigevano

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Spesso descritto come mosaico di acqua e di terra, Vigevano è il centro più importante della Lomellina, ossia quella zona della Lombardia a forte vocazione agricola situata a sud della regione.

Curiosi della sua fama, e spinti anche un po’ dalle nostre origini, ci siamo avventurati in una domenica di sole alla scoperta di questa sorprendente località.

Senza dubbio la cosa più importante e più bella da vedere è Piazza Ducale, famosissima in tutta Italia e non solo. Tuttavia, avendo parcheggiato un po’ fuori dal centro, ci siamo prima soffermati alla Chiesa di San Francesco, risalente al 1379.

Ci siamo poi diretti verso il Castello Sforzesco. Il Palazzo è molto grande – si estende su una superficie di 70.000 metri quadri per 5 piani. Molti spazi si possono visitare in autonomia e gratuitamente, fatta eccezione per la Leonardiana, il nuovo museo dedicato a Leonardo da Vinci.

All’interno del complesso del Castello sono da non perdere il Museo della Calzatura, le scuderie, la strada coperta e la Torre del Bramante. Da quest’ultima è possibile vedere tutto il complesso del Castello e la Piazza Ducale dall’alto.

Abbiamo poi visitato il Museo della Calzatura, il più famoso della città.  E’ molto importante proprio per il ruolo fondamentale che la calzatura ha avuto per lo sviluppo di Vigevano, tanto da affibbiarle il soprannome di Capitale della Calzatura.

Durante il percorso museale, abbiamo potuto vedere dei pezzi davvero unici: dalla zeppa appartenuta a Beatrice d’Este alla scarpa numero 59 del cestista Shaquille O’Neal, passando per pezzi etnici, come gli zoccoli africani dotati di sonagli, e di altissima moda. Un’attrazione da non perdere, insomma, e l’ingresso è anche gratuito!

In seguito, ci siamo diretti verso un altro museo, La Pinacoteca Civica.  La Pinacoteca espone opere, in massima parte di artisti vigevanesi, in dieci sale che narrano la storia della Città dal XV secolo al Novecento.

Siamo poi finalmente ritornati all’esterno e ci siamo fermati ad ammirare la Torre del Bramante, ovvero il punto più alto della città, nonché uno dei simboli più importanti.

Fu edificata a partire dal 1198 e deve il suo nome a colui che l’ha disegnata. La Torre ha una forma originale che, nell’800, fu il modello per la torre del Filarete nel Castello Sforzesco di Milano; è costituita da sezioni che si restringono avvicinandosi alla cima.

Passando sotto i portici della torre, siamo poi sbucati nella principale attrazione della città: Piazza Ducale.

La Piazza di Vigevano è Ducale non per caso. Considerata la prima piazza “formale” della storia, fu d’esempio per le più celebri piazze d’Italia e d’Europa.
Ha forma rettangolare (134 mt. di lunghezza e 48 mt. di larghezza) ed è edificata su tre lati (il quarto è occupato dal Duomo).
Il “Salotto”, (così la chiamano i vigevanesi) è inoltre un caposaldo del pensiero architettonico del Rinascimento.

La Piazza è circondata da portici e arcate sorretti da 84 colonne con capitelli tutti di fogge differenti tra loro.
Sopra ogni colonna c’è un medaglione che ritrae personaggi dell’epoca, tra cui Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, insieme a motti e proverbi.

All’interno di essa,di notevole importanza è Il Duomo (o Cattedrale di Sant’Ambrogio), che fa da protagonista.

Fortemente voluta da Francesco II Sforza, la Cattedrale di Sant’Ambrogio fu ultimata solamente verso la fine del ‘600 dopo la sua morte, grazie alle ingenti offerte dei fedeli.

Della stessa epoca è fu la grandiosa facciata barocca, che cinge l’intera Piazza Ducale con un grande abbraccio immaginario, nel cuore della città.

Veramente spettacolare!

Dopo esserci presi il giusto tempo per vedere la piazza, e gustarci un ottimo aperitivo, abbiamo deciso di tornare sui nostri passi e prendere, dal palazzo Sforzesco un’altra importante strada, ovvero La Strada Coperta.

Si tratta di un passaggio delimitato da possenti mura e avente una lunghezza di 167 metri. Ne fu artefice Luchino Visconti, che ebbe questa idea per proteggere il passaggio dei Signori di Milano dal Castello Sforzesco, nascondendoli dagli abitanti del borgo e tutelandoli in caso di fughe estemporanee.

Venne inoltre utilizzata dalle forze militari durante le guerre mondiali, al fine di movimentare i mezzi di artiglieria pesante. In tempi recenti, dopo necessari lavori di ristrutturazione, sono stati riportati alla luce stemmi sforzeschi, ed addirittura tracce della cappella di Beatrice D’Este, realizzata dal Bramante.

La giornata era giunta al termine, e siamo dovuti rientrare nel milanese: Vigevano resta comunque un’ottima meta, soprattutto in primavera, per passare una giornata all’insegna della tradizione italiana.

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